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La settimana santa

La settimana santa

 La settimana santa, ossia i sette giorni di Aprile che annunciano la Pasqua , e’ vissuta in Sardegna con suggestivi riti e celebrazioni di origini molto antiche derivanti dalla cultura spagnola del ‘600 che si fonde con le usanze e le tradizioni locali.
Con la processione della Domenica delle Palme, ha inizio ” SA CHIDA SANTA”, ovunque caratterizzata dalla processione dei fedeli che sfilano per le vie dei paesi guidati dalle confraternite , vere organizzatrici delle rappresentazioni, con le quali si rivivono gli ultimi giorni di vita di Gesù, la sua passione, la morte e la resurrezione celebrata il giorno di PASQUA.

 


Conserva tali riti tramandandoli di generazione in generazione, e LURAS come tanti paesi ne è un vivido promotore grazie alla Confraternita di Santa Croce forte di 340 anni di storia che da sempre organizza e prepara, già dal tempo di Quaresima, i riti e le celebrazioni liturgiche più importanti dell’anno.
Nella piazza del paese prescelta, durante la Domenica delle Palme, gli apostoli davanti in processione tengono dei lunghi rami di palme, olivi e ceste di arance, come da tradizione, che vengono benedette dal parroco cosi’ come i rametti e le palmette in mano ai fedeli sempre numerosi nelle funzioni religiose.
Ma i giorni piu’ importanti della settimana santa qui e nel mondo cattolico, sono giovedi, venerdi e sabato santo; durante il giovedi, si celebra alla sera la messa in Cena Domini , con la partecipazione di 12 apostoli ai quali il parroco e il priore praticano “LA LAVANDA DEI PIEDI”al termine della quale la statua del Santissimo viene portata in processione, come a corpus domini, fino all’altare della deposizione chiamato “sepolcro “.

 


Al termine della funzione, i confratelli uscendo dalla chiesa principale, si ritirano nella chiesetta di SANTA CROCE, li mangiano un amaretto ( dolce tipico del paese) e bevono un po’ di vino bianco a ricordare l’ultima cena di Gesù. La chiesa si veste di lutto, i santi vengono coperti,si calano le luci rivivendo il momento in cui i Giudei andarono a prendere Gesù nell’ orto degli ulivi.
Il momento solenne è scandito dal suono dei tipici strumenti ” SAS MATRACULASA” dei bambini del paese, in giro sulla piazza …suono che sostituirà per i tre giorni santi quello delle campane spente nel silenzio della morte di Cristo, che torneranno a sentirsi solo nel giorno di PASQUA.

 

Il venerdi santo rappresenta una giornata importante, quella della passione , vissuta dal popolo cristiano partecipante alla VIA CRUCIS per il paese; le figure di ebrei e centurioni romani riportano indietro alla passione di Gesù’, alle tappe che precedono la sua morte, dopo l’ incontro con la Madonna e Maria Maddalena tra liturgia e folclore. La processione rientra in parrocchia, dove avviene il rito della crocifissione “S’ INCRAVAMENTU”, i centurioni mettono simbolicamente i chiodi al Gesù crocifisso e la croce con delle funi viene issata sul calvario. Al momento tragico della morte, si alza il canto tratto dal Miserere eseguito da un solista, in una rievocazione dal forte impatto emotivo.
Il Cristo ,nel rito chiamato ” S’ISCRAVAMENTU”viene tolto dalla croce, dai giudei (Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea), che salgono sulle scale per prendere il corpo nel solenne e suggestivo momento deponendolo su una lettiga e adagiandolo su pizzi ricamati presentandolo alla Madonna e al popolo. Quindi viene portato in processione da quattro confratelli dal volto incappucciato e la Madonna addolorata, accompagnato dai canti della settimana santa, fino ad essere deposto nel sepolcro di Santa Croce.

 


La preparazione dei decori per il sepolcro si e’ svolta durante la Quaresima, al tempo sono stati organizzati dei piatti con grano ( simbolo del pane) e legumi vari lasciati al buio fino a germogliare ottenendo dopo 20/ 25 giorni degli steli dritti e biondi, arricchiti a piacere con dei fiori decorativi, una tradizione antichissima che accomuna il paese a tanti altri della sardegna e dell’ Italia meridionale.

La sera del sabato santo, nel raccoglimento e nella preghiera per Gesù che giace nel sepolcro , protagonista, sulla piazza della chiesa è “il fuoco” ,che viene benedetto durante la veglia pasquale, fino al momento culminante del suono delle campane, al glorioso terzo giorno della resurrezione . Dal sepolcro viene portato in Chiesa, accompagnato da spari , mortaretti e segnali di gioia.
La domenica di Pasqua si celebra con la messa solenne la Risurrezione!!! Il momento commovente dell’incontro in processione delle due statue , il Cristo e la Madonna dopo tre inchini coinvolge il paese in due cortei , nella gioia e nella partecipazione anche dei più piccoli. Nell’esplosione generale di petardi e suoni di festa, si ritorna in parrocchia per la celebrazione della messa solenne, al termine i confratelli si recano in SANTA CROCE dopo aver ricevuto ognuno un pane benedetto e delle uova come ringraziamento per la partecipazione alla settimana santa.