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LURAS, IL PROFUMO DI UN NATALE SENZA TEMPO

LURAS, IL PROFUMO DI UN NATALE SENZA TEMPO

Passeggiando per le vie di Luras, nelle fredde sere che precedono il Natale il tempo sembra piegarsi su se stesso.

L’aria profuma ancora di bucce d’arancia messe ad essiccare vicino al camino, di cannella e chiodi di garofano, di frutta secca spezzata a mano. E poi arriva quel sentore profondo e avvolgente, la sapa (vino cotto) sul fuoco, scura e lenta che sobbolle piano pronta per essere spennellata sul pane e sulle torte. E’ un profumo che non appartiene solo al presente, ma apre la porta a un ricordo che riaffiora naturale, come se non fosse mai andato via.

Il Natale a Luras vive nei gesti. Oggi come ieri.

Gli stessi gesti che da bambina, si imparavano accanto alla nonna, in cucina, mentre le mani piccole cercavano di imitare quelle esperte. La farina sul tavolo, l’impasto da lavorare con calma e la voce della nonna che raccontava. Raccontava di natali lontani, di quando il pane diventava dolce per la festa, arricchito con fichi secchi, frutta secca e marmellata: era “su mindrongo”, nato dalla necessità e diventato poi simbolo di abbondanza condivisa. Parlava di “sas papassinos” i dolcetti scuri e intensi, con le noci e il profumo delle spezie, preparati e conservati con cura perché durassero neltempo.

E poi di “Su pane de saba”, compatto e lucido, capace di racchiudere l’ essenza stessa dell’inverno, grazie a quella sapa che richiede pazienza, attenzione e rispetto. Mentre questa bolliva sul fuoco la nonna spiegava che, nulla doveva essere affrettato. Il momento per spennellarla sui dolci arrivava solo quando era pronta,e quel gesto lento e preciso sembrava racchiudere un sapere antico. Intanto prendevano forma “sas panigheddos” dolci prelibati di miele e frutta secca e “sas cappulettas” dove mandorle dolci e amare si incontravano in un invitante equilibrio, rendendo ogni dolce depositario di una storia che parlava di un passato mai davvero sopito.

Quel passato vive ancora per le strade del paese, nelle case si preparano ancora i dolci tipici del Natale, si condividono e si scambiano visite e doni in segno di affetto e appartenenza, il dolce resta un pretesto per trascorre del tempo insieme rinnovando legami che il tempo non ha spezzato. Oggi le luci a festa sono più brillanti, più numerose, disegnano archie riflessi lungo le vie del paese rendendo l’atmosfera più suggestiva rispetto al passato. Anche il simbolico albero di Natale è cambiato, non è più adornato di dolci e mandarini, ma di palle decorate, fiocchi sontuosi e luci scintillanti che annunciano la festa.

Nel giorno della vigilia le campane annunciano la solenne messa della mezzanotte e il paese passando dalla piazza illuminata dal grande albero, si raccoglie dentro la chiesa riscaldata dai canti di preghiera del coro “Su Bubugnulu” che con voci profonde e avvolgenti si intrecciano e arrivano al cuore dei presenti. L’atmosfera solenne annuncia la nascita del Salvatore, e alla fine della celebrazione ognuno si ferma in contemplazione del presepe a grandezza naturale custodito nella chiesetta di Santa croce.

Non un semplice presepe, ma un racconto a cielo aperto;ogni personaggio indossa l’abito tradizionale, ogni scena racconta un mestiere, un momento di vita, un frammento di memoria. Ci si riconosce nel Presepe, negli angoli più familiari del paese che prendono forma in un accurata scenografia dove ogni dettaglio è riconoscibile e ricco di significato, le case in pietra, le strade strette, i piccoli gesti di vita quotidiana diventano parte della nativita, come a dire che il Bambino nasce ancora oggi, proprio li, dentro la storia della comunità. Ed è cosi che il Natale a Luras continua a rinnovarsi, intrecciando memoria e presente in un patrimonio fatto di gesti, profumi e relazioni.

Un’eredità viva che accoglie chi è vicino e chi vive lontano, chi torna per ritrovare se stesso, e che abita le vie di pietra del paese, capaci di trasformarsi, in tempo di Natale, in un marzapane d’amore, custode d’identità, appartenenza e vita condivisa.

Limbara Dreaming ringrazia calorosamente la Sig.ra Tamponi M. Giuseppina, i Fedales 90, la Pro Loco di Luras e Parole nel Vento.