IL PAESE DAI TETTI DI SUGHERO
Tra Gallura e Anglona a undici chilometri da Tempio Pausania, Bortigiadas abbraccia un area montana prevalentemente ricoperta da boschi di quercia da sughero che riveste una delle principali risorse economiche del territorio.
Con i suoi 800 abitanti, il borgo esplorato già a metà del 700, offre oggi una tranquilla alternativa a chi desidera conoscere usi e tradizioni della zona, grazie alla sincera accoglienza tipica della gente del posto, in passato costretta a protestare per uscire dall’isolamento data la mancanza distrade e vie di comunicazione. Nel primo Novecento infatti, la linea ferroviaria Sassari – Tempio – Palau escludeva il comune di Bortigiadas che dovette attendere il 15 novembre del 1931 per l’inaugurazione della ferrovia, arteria necessaria alla vita del paese, con una cerimonia collettiva in presenza di autorità e abitanti in costumitradizionali, spettatori finalmente dell’arrivo del treno.
Non un semplice percorso ferroviario, bensì un ardita galleria elicoidale, scavata all’interno della montagna, come una scala a chiocciola, in grado di far superare il forte dislivello con uno sviluppo altimetrico di circa 70 metri sui 525 metri di percorso. Il contesto paesaggistico offerto dal territorio spazia per gli appassionati di trekking o mountain bike, regalando panorami e profumiche invitano alla scoperta. Il paese si snoda silenzioso perle vie in un tempo quasi sospeso, lontano dal caos, un immagine pittoresca di fronte alle cornici montuose, le case in granito e i giardini colorati dagli alberi di agrumi che dominano fieri.
Curiosando nella storia del borgo si nascondono le testimonianze di vecchi lavori minerari che nel 1746 ad opera di un tale Francesco Busco, di origine piemontese, portarono alla scoperta di una miniera di rame e argento. In epoca più recente venne rilasciata la concessione mineraria per la ricerca di piombo, zinco e ferro nella miniera “Li menduli”, che nonostante le buone premesse non ebbe molta fortuna e vari eventi ne condizionarono la sorte fino alla chiusura.
Oggi purtroppo la miniera risulta poco accessibile,e in un terreno privato, ma fortunatamente i reperti sono esposti e visitabili presso il Museo Mineralogico aperto a seguito di una donazione, situato accanto alla biblioteca comunale, comprende più di 1000 campioni di minerali appartenenti a 250 diverse specie accuratamente classificate.







